<div class='autore'>Constance Frei<BR></div>, L´arco sonoro
Constance Frei
L´arco sonoro
Articulation er ornamentation: les différentes pratiques d´exécution pour violon en Italie au XVIIe siecle
Nominated for the American Musicological Society´s
Lewis Lockwood Award
for an outstanding musicological book written by a scholar in the early stages of her career
edizione: Lucca, LIM, 2011 (Biblioteca Musicale Lim - Saggi)
pagine: 22 + 636 (in lingua francese)
formato: 17 x 24 - brossura
ISBN: 9788870966497
lingua: Francese
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L´Arco Sonoro a pour but d’établir une histoire de la technique d’archet violonistique basée sur l’analyse des différentes pratiques d’exécution à travers une étude « systématique » des sources musicales italiennes – pratiques et théoriques – du XVIIe siècle. Cette étude permet, d’une part, de saisir et de distinguer les nombreuses traditions musicales locales et, d’autre part, de tirer des conclusions sur l’évolution des différentes traditions d’exécution en Italie au XVIIe siècle. Un catalogue aussi exhaustif que possible des recueils musicaux d’auteurs italiens présente plus de 250 recueils imprimés conservés dans les bibliothèques de Bologne (Conservatoire et Accademia Filarmonica), de Modène (Estense) et enfin de Wroclaw (Universytecka).



Tutti coloro i quali – inoltratisi nei labirintici meandri del seicento musicale italiano – d’un tratto si fossero ritrovati smarriti in una fitta selva di tremoli, groppi e passaggi, e quanti fossero rimasti disorientati e perplessi di fronte ad ambigue indicazioni di trilli o legature accennate, e chi, inoltre, avesse avuto la ventura di imbattersi in segni a dir poco enigmatici e avesse tentato di tradurli in articolazioni immaginate ad arte con capricciosa invenzione, ebbene tutti questi e molti altri ancora potranno trovare conforto e lumi in quest’opera che stringono fra le mani, quello che è non solo un libro grande, ma anche un grande libro.
Constance Frei ha l’immenso merito di averci donato un grande «libro della memoria» del violino, un testo che può costituire, nel terzo millennio, non solamente un buon viatico per i violinisti contemporanei (categoria questa sicuramente non immune da una certa smemoratezza) ma rivelarsi anche uno strumento indispensabile per tutti quegli operatori culturali che di quella musica che chiamiamo «barocca» si interessano e vivono.

[Dalla Prefazione di Enrico Gatti]


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